Italia vicina alla recessione, UE bene

L’Italia rischia la recessione, dopo due trimestri in negativo e un inizio 2019 che non promette bene.

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Italia stesa

Giovedì 7 febbraio, Pierre MOSCOVICI, Membro della Commissione europea responsabile degli affari economici e finanziari, ha presentato le previsioni economiche per l’inverno 2019. L’economia europea dovrebbe crescere per il settimo anno consecutivo nel 2019, con previsioni di espansione in tutti gli Stati membri, tranne che in Italia. Il governo italiano dice no a tasse sul patrimonio degli italiani e a una revisione della legge di bilancio per il 2019. Mercati scettici.

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Il ritmo di crescita complessivo dovrebbe essere moderato rispetto agli alti tassi degli ultimi anni ma le prospettive sono soggette a grande incertezza. Il PIL dell’area euro dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2019 e dell’1,6% nel 2020 (previsioni dello scorso autunno: 1,9% nel 2019 e 1,7% nel 2020). Anche le previsioni di crescita del PIL dell’UE sono state riviste all’1,5% nel 2019 e all’1,7% nel 2020 (previsioni dello scorso autunno: 1,9% nel 2019 e 1,8% nel 2020).

Qui il video della Conferenza stampa del Commissario UE Moscovici

In Italia

Queste le dichiarazioni della Commissione Europea di oggi, giovedì 7 febbraio 2019.

“Mentre il rallentamento iniziale era in gran parte dovuto a un commercio mondiale meno dinamico, il recente  rallentamento dell’attività economica è più attribuibile a una domanda interna lenta, alla diminuzione degli investimenti, all’incertezza sulla posizione politica del governo e per un aumento dei costi del debito pubblico. In termini annuali, il PIL reale è cresciuto dell’1,0% nel 2018, aiutato dai risultati innescati dall’anno precedente… L’attività economica rischia di rimanere anemica nella prima metà del 2019. Nel 2019, la crescita annua del PIL reale è prevista in calo, pari allo 0,2%, e in modo considerevolmente inferiore a quanto previsto lo  scorso autunno. Un ciclico peggiore del rallentamento previsto nel 2018, amplificato da incertezze mondiali e di politica interna, cosí come per prospettive di investimento sostanzialmente meno favorevoli per le imprese.”

Il governo italiano, per bocca del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), del ministro per l’economia Giovanni Tria (indipendente) e del vice premier Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle), non hanno contestato le cifre esposte dalla Commissione UE, ma hanno rassicurato dicendo che è una febbre passeggera. Giovedì, la borsa italiana non ha reagito bene e ha registrato un -2,59%, in linea con tutte le borse europee. Anche il differenziale sui titoli pubblici tedeschi è salito del 5%, fino a 283 punti base. Alle ore 12h30 di venerdí 8 febbraio, lo spread a 10 anni rimane a 283 e la borsa italiana è ferma a +0,17%. Il governo italiano esclude al momento una revisione della legge di bilancio e una tassa straordinaria sui patrimoni, come paventato dalle opposizioni.

Qui il Documento ufficiale dell’UE sulle Previsioni economiche Winter 2019

Qui un estratto

 

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